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PD Lucera verso la festa e le scelte di coalizione


PD Lucera verso la festa e le scelte di coalizione

PD Lucera verso la festa e le scelte di coalizione

Il Partito Democratico lucerino si prepara a due momenti importanti utili a testare la presenza e la consistenza del partito stesso sul territorio.
Primo test importante è la Festa dell'Unità che prevede due giornate che saranno dedicate a due temi importanti per la città, il turismo e le politiche sociali.
Le date sono il 28 settembre e il 4 ottobre e vedranno la partecipazione di alcuni esponenti nazionali e locali a cominciare dall'on. Carla Cantone, ex numero uno dello Spi-Cigl, che con Matteo Renzi ha avuto un passato di odio e poi amore; di lei si ricorda una frase del 2015, quando in un' intervistata rilasciata ad Huffpost, la Cantone andò giù durissima contro l'allora premier: "Renzi, stai attento a ciò che fai con i pensionati. Altrimenti risponderemo con le "armi" che sono a nostra disposizione". Il sindacato chiedeva risposte sulla restituzione degli arretrati ai pensionati e Cantone accusava Renzi di essere troppo attendista, dando "un colpo al cerchio e uno alla botte".
Poi il disgelo.
La presenza della Cantone sarà sicuramente utile al tema delle Politiche sociali, visto che nella nostra Lucera, la crisi lavorativa vede la fuga dei giovani, e l'abbandono degli anziani a se stessi.
Le altre presenze sono, diciamo così scontate, il segretario regionale Marco Lacarra, il segretario provinciale Lia Azzarone, per non dimenticare qualche amico della segreteria come l'on. Michele Bordo, il regionale Paolo Campo e il sindaco di Bari Antonio Decaro.
Il tema turismo è certamente importante e per questo sarebbe stato opportuno anche la presenza di qualche parlamentare più legato alla problematica scelta e magari anche europarlamentari, visto che l'Europa offre molte possibilità per attingere fondi per il settore.
Ma come si sa, in ogni partito ci sono varie anime e anche quello di Lucera ne ha più di una, ma per questo argomento ne parleremo a parte (vedi quelli del PD che vogliamo ad esempio).
Aldilà della festa, il segretario cittadino, Ernesto Maria Giannetta, ha parlato di un partito che si sta "aprendo alla base", anzi, ha già iniziando una "fase di ascolto" con le realtà sociali, imprenditoriali e politiche della città e per questo la segreteria ha già iniziato alcuni incontri che culmineranno a fine novembre con un resoconto di tutte le criticità emerse e che serviranno per mettere su proposte per un programma da stilare con la futura coalizione.
Già, la coalizione, sul tema prettamente politico, gli esponenti della segreteria cittadina hanno avuto un atteggiamento chiaro, "discuteremo con le forze politiche che governano la Regione e la Provincia".
E se questa è l'idea tutto sarebbe semplice, visto che le forze che sono al governo regionale e provinciale sono il PD, l'Udc, qualche partito di sinistra e i Civici dell'assessore regionale all'agricoltura, Leo Di Gioia, ma non è proprio così e vediamo il perché.
Siamo a Lucera e chi governa la città, in fondo, sono tutte liste civiche che non hanno una chiara collocazione o vicinanza a qualche soggetto partitico, salvo l'amicizia del Sindaco e di qualche consigliere e assessore alla Civica di Capitanata di Leo Di Gioia o di ex Pd vedi Fabrizio Abate.
Alla domanda di una eventuale apertura ai civici di Tutolo, il consigliere comunale Luigi Ziccardi risponde "siamo inclusivi", e questo lascia aperto uno scenario sempre più chiaro, quello di dialogare e perché no, sostenere alle prossime amministrative del 2019 una coalizione vicina all'attuale amministrazione, sempre dopo il benestare di Tutolo e compagni, ovviamente.
Ma per il PD lucerino, che soffre ormai da anni di lacerazioni interne, ed oggi fotocopiato da quello nazionale che da alcuni sondaggi è sempre più in caduta libera, alternative non ci sembrano molto lontane da un eventuale accordo con i civici nostrani; anche perché di un centro sinistra a Lucera, al momento non si vede neanche l'ombra, salvo qualche decina di sostenitori in ordine sparso.
Quindi per ritornare a palazzo Mozzagrugno, ops al teatro Garibaldi, alternative vere non c'è ne sono, come dice lo stesso Giannetta, "siamo alternativi al centrodestra", si ma da soli non si va da nessuna parte.
La scelta verso i civici nostrani, forse, è stata già maturata da tempo, vista anche l'inconsistenza di una vera opposizione, negli ultimi consigli comunali, da parte dei due rappresentati del partito, Del Gaudio e Ziccardi.
E in attesa delle future scelte ricordiamo che, alle ultime politiche del 4 marzo scorso, il PD ha raccolto circa 1.700 voti, certamente pochi per poter dettare eventuali condizioni a qualunque coalizione.
Insomma per poter ritornare a dire qualcosa si dovrà lavorare molto e non basta fare affidamento ai social.
(A.B.)

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