ASP “Vincenzo Zaccagnino”: infrastrutturazione sociale, welfare, paesaggio e futuro.
Presentati i risultati delle attività e i nuovi progetti strategici
In conferenza stampa sono stati presentati i risultati delle attività di infrastrutturazione sociale, welfare territoriale e valorizzazione del patrimonio pubblico realizzate dall’ASP Vincenzo Zaccagnino, insieme alle nuove progettualità avviate o in fase di sviluppo.
Gli interventi illustrati confermano una strategia integrata che tiene insieme inclusione sociale, tutela del paesaggio, agricoltura sostenibile, cultura e sviluppo locale, con l’obiettivo di rafforzare la coesione delle comunità e generare valore duraturo.
Opere e infrastrutturazione sociale
Oggi non presentiamo un semplice elenco di interventi, ma il senso complessivo di un lavoro: una visione che tiene insieme infrastrutture sociali, welfare, paesaggio, agricoltura, cultura e futuro.
L’attività dell’ASP Vincenzo Zaccagnino dimostra che l’infrastrutturazione sociale non è una spesa, ma un investimento strutturale nelle comunità, capace di generare coesione, opportunità e sviluppo duraturo.
1. Infrastrutturazione sociale: opere realizzate e risorse governate
Sul piano tecnico-amministrativo, i risultati sono chiari e verificabili.
Sono stati gestiti e conclusi interventi finanziati:
-dal PNRR – Missione 5 “Inclusione e Coesione”, investimento Famiglia Felix, per un importo complessivo di oltre 247.000 euro, con opera conclusa e regolarmente rendicontata;
-da programmi FSC, POR FESR e PR FESR–FSE+, destinati a:
-comunità alloggio per minori e persone con disabilità,
-infrastrutture sociali e sociosanitarie,
-valorizzazione del patrimonio culturale e archeologico,
-tutela ambientale e paesaggistica.
Gli interventi hanno interessato luoghi strategici:
-Corso Garibaldi,
-la sede legale dell’ASP e la Chiesa di Santa Maria della Rocca,
-la masseria di San Nazario,
-l’area naturalistica delle Sorgenti del Caldoli.
Luoghi restituiti alla collettività come spazi di servizio, cura e identità.
2. Il progetto Selva della Rocca: archeologia, sentieri, comunità
Un progetto emblematico di questa visione è quello della Selva della Rocca.
Qui è in corso un intervento integrato che prevede:
-un cantiere archeologico aperto, concepito come luogo di ricerca ma anche di educazione e partecipazione;
-la realizzazione di sentieri attrezzati, pensati per una fruizione lenta e consapevole del paesaggio;
-un modello di valorizzazione che tiene insieme tutela, accessibilità e conoscenza.
La Selva della Rocca diventa così un paesaggio vivo, non un sito isolato, ma parte integrante della comunità.
3. Accoglienza e promozione territoriale: l’info point turistico
In coerenza con questa strategia, è prevista la realizzazione di un info point turistico presso la sede dell’ASP.
Uno spazio dedicato a:
-accoglienza e orientamento dei visitatori;
-informazione sui percorsi culturali, archeologici e naturalistici;
-promozione delle eccellenze del territorio.
Un presidio stabile di narrazione territoriale, non un semplice punto informativo.
4. Paesaggio e reti: il protocollo con Venafro
La valorizzazione del paesaggio si rafforza attraverso il protocollo d’intesa con il Parco dell’Olivo di Venafro.
Una collaborazione che mette in rete:
-paesaggi storici dell’olivo,
-tutela ambientale,
-agricoltura di qualità,
-turismo sostenibile.
Il paesaggio viene riconosciuto come infrastruttura culturale ed economica.
5. Patrimonio olivicolo storico: bando attivato e conversione al biologico
Un risultato rilevante riguarda la valorizzazione del patrimonio olivicolo secolare e storico di proprietà dell’ASP.
È stato già pubblicato e attivato un bando pubblico di concessione in fitto dell’oliveto storico, finalizzato a:
-garantire una gestione agricola qualificata e continuativa;
-tutelare un bene paesaggistico identitario;
-avviare il percorso di conversione al biologico.
L’oliveto viene concepito come:
-presidio ambientale,
-infrastruttura verde,
-elemento produttivo integrato nelle strategie di sviluppo rurale.
6. Ricerca sementiera e memoria: il progetto dedicato a Don Vincenzo Zaccagnino
Accanto all’olivicoltura, si sviluppa un importante progetto di ricerca sementiera in collaborazione con Semia Sementi.
È in fase di avvio la produzione e certificazione di un seme dedicato a Don Vincenzo Zaccagnino.
Un’iniziativa che unisce:
-innovazione agronomica,
-tutela della biodiversità,
-memoria storica.
Dedicare un seme significa affidare la memoria alla terra, trasformando il passato in futuro produttivo.
7. Cultura e innovazione: la masseria come archivio tecnologico
Guardando al futuro, l’ASP ha avanzato la proposta di ristrutturazione di una masseria storica per la realizzazione di:
-un archivio tecnologico e virtuale per la conservazione e la digitalizzazione del patrimonio;
-spazi di studio e consultazione;
-un punto ristoro coerente con la vocazione agricola e culturale del luogo.
Un progetto che integra conservazione, innovazione e sostenibilità economica.
8. Welfare concreto: il Piano Assistenziale 2026
Accanto alle opere, c’è il welfare quotidiano.
Il Piano Assistenziale 2026, approvato con Delibera CDA n. 01/2026, prevede una dotazione complessiva di 100.000 euro, destinata a:
-compartecipazione alla mensa scolastica;
-contributi economici alle famiglie in difficoltà;
-borse di studio per studenti delle terze medie;
-iniziative educative e culturali;
-collaborazioni con istituti scolastici;
-un fondo per interventi non programmabili.
Un welfare misurabile, territoriale, accessibile.
9. Scuola e formazione: la convenzione con l’Alberghiero
In questa visione si inserisce la convenzione con l’Istituto Alberghiero di San Giovanni Rotondo, che ha consentito di attivare borse di studio per studenti di San Nicandro Garganico.
Un investimento sulle competenze, sul lavoro e sulla possibilità per i giovani di costruire il proprio futuro nei territori interni.
10. Una sorpresa per la comunità: il campo di calcio restituito alla città
Accanto ai progetti strutturali, ci sono interventi che parlano direttamente alla vita quotidiana.
Sono stati avviati i lavori di ristrutturazione di un campo di calcio abbandonato in un quartiere periferico di San Nicandro Garganico.
Un intervento che restituisce alla città:
-uno spazio pubblico di sport e socialità;
-un luogo di inclusione per i giovani;
-un segnale concreto di rigenerazione urbana.
Recuperare un campo di calcio significa ricucire comunità, non solo riqualificare un’area.
Conclusione
Questi risultati dimostrano che:
-le risorse pubbliche, se ben governate, generano valore;
-il sociale funziona quando dialoga con paesaggio, cultura e agricoltura;
-il futuro si costruisce investendo in luoghi, persone e visione.
Non stiamo semplicemente gestendo fondi. Stiamo costruendo comunità.
Grazie. (Patrizia Lusi)





