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Motori Ferrari, che disastro: storia di un Mondiale buttato       Pubblicata il
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Ferrari, che disastro: storia di un Mondiale buttato

Ferrari, che disastro: storia di un Mondiale buttato


Ferrari, che disastro: storia di un Mondiale buttato

Ancora Mercedes, sempre Hamilton: senza essere i più veloci

Sarà un grandissimo rimpianto questo Mondiale 2018, soprattutto per quanto concerne la seconda parte di stagione, miseramente mandata in polvere in seguito a ripetuti errori sia dei piloti, che di strategia, di una macchina che per la prima volta dopo almeno un lustro sembrava poter essere a tutti gli effetti non solo in grado di competere con lo strapotere Mercedes, ma addirittura più veloce.

Prima la power unit, poi qualche errore di troppo di Vettel e Ferrari tutta, hanno finito per polverizzare quel vantaggio in termini di punteggio e soprattutto prestazioni maturato fino alla sosta estiva. Da quel momento in poi, si è trattato praticamente di un monopolio delle frecce d’argento, capaci in primis di essere squadra nei suoi due piloti, con ordini di scuderia magari poco belli da vedere, ma terribilmente efficaci.

È stato così, clamorosamente, almeno in tre occasioni: Ungheria, Monza e Russia, con il finlandese Bottas praticamente stoppato e sacrificato in nome del primo pilota per eccellenza, Hamilton. Che ha fatto di tutto e raccolto il massimo in questi ultimi due mesi per riuscire a mettere le mani sul quinto titolo iridato, come Fangio. Manca la matematica, che a questo punto è davvero un’opinione: risultato che potrebbe giungere sin dal prossimo Gp di Austin, quando entrambi i titoli potrebbero essere assegnati. Le quote per la vittoria del GP Usa sono irrisorie per Hamilton, che parte strafavorito su Vettel e il compagno di squadra Bottas.

Un vantaggio abissale su un Vettel che si è dimostrato umano, forse troppo, in diverse circostanze. Strategie sbagliate, sorpassi azzardati, denti tirati fuori nei momenti sbagliati e qualche dubbio che torna a galla, dai suoi detrattori. Quattro titoli mondiali vinti con una Red Bull che in quel periodo storico era forse più dominante di questa Mercedes, forse, contava troppo la macchina e ora che non ne ha una a disposizione così superiore fatica ed emergono tutti i punti deboli di un ottimo pilota, ma forse non dal carattere da fuoriclasse.

L’anno venturo avrà un compagno di squadra ben meno accomodante di un Raikkonen quasi amico in pista, mai avverso e capace di mettergli pressione, cosa che è sembrato soffrire maledettamente in questi due anni, quando la Ferrari aveva senza dubbio il potenziale per competere con i rivali. Lo scorso anno il crack di Singapore a mettere il punto esclamativo sulla serie di errori della casa di Maranello, quest’anno sono state ripetute sia in pista che al muletto, fino a compromettere un Mondiale che a un certo punto persino in Mercedes sembravano convinti di tornare a perdere dopo cinque anni di dominio, compreso il titolo vinto da Rosberg due stagioni fa.

Una nuova annata colma di rimpianti, un futuro da riprogrammare, un nuovo giovane pilota in Ferrari e la guida di Marchionne venuta terribilmente a mancare e dopo la quale si è caduti nel vuoto più totale. Anche Arrivabene è in discussione, lo è lo stesso Vettel: l’anno venturo saranno dodici le stagioni della Ferrari senza un titolo Mondiale, troppe.

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