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PSI Foggia: Prove di intesa per le elezioni europee ma anche regionali e comunali 2019


PSI Foggia: Prove di intesa per le elezioni europee ma anche regionali e comunali 2019

Prove di intesa per le elezioni europee ma anche regionali e comunali 2019. Un cartello europeista per contrastare l’ondata sovranista.
A Foggia, alla Festa provinciale dei Riformisti, nessuno vuole l’Europa ridotta a damigella servile di nuove grandi potenze nazionali. Sarà una lotta contro corrente.

L’esigenza politica di un “cartello” di forze antisovraniste che non esaurisca la sua funzione dopo le elezioni europee è stato il leit motiv dell’incontro organizzato alla “Festa provinciale dei Riformisti” di Foggia venerdì 26 ottobre alla “Vineria Bolla”, dai socialisti del PSI di Capitanata. “Italia, Mezzogiorno, Europa - Una proposta riformista per il futuro!” il tema portante su cui si sono confrontati i partecipanti, moderati dal giornalista Enrico Ciccarelli.
Il segretario cittadino di Foggia, Leonardo De Santis, nell’accogliere gli ospiti, ha tenuto a sottolineare come questo appuntamento sia il punto di inizio di una forte aggregazione antisovranista a Foggia, capace di costruire una alternativa politica e culturale possibile anche nel capoluogo dauno, chiamato a rinnovare il governo comunale. Il segretario provinciale socialista, Michele Santarelli, ha evidenziato il rischio per i socialisti di “giocarsi il futuro” con le prossime elezioni europee, se non si riesce a ritrovare coesione ed unità dentro e fuori il campo della sinistra europea.
Luigi Iorio, componente della segreteria nazionale PSI, ha insistito sulla necessità di un “cartello” non solo elettorale ma politico, che schieri le forze europeiste, il PD e una seconda lista laica, socialista, liberale, nel confronto aperto con le aggregazioni sovraniste. Il faro sarà il PSE con le forze giovanili dei partiti socialisti europei, che a Bruxelles terranno a breve un seminario per costruire la nuova Europa.
Piercamillo Falasca, consigliere nazionale di “+ Europa”, si è augurato che la formazione liberale, radicale, europeista guidata da Emma Bonino, concorra a superare i tabù, spesso sopiti, della xenofobia (la paura del nemico straniero), dell’istruzione (considerata utile solo per le elite) e del lavoro (come risarcimento dovuto dallo Stato a chi non ce la fa). “Occorre ritrovare coraggio per affermare i valori ed i diritti di libertà, di uguaglianza, di democrazia, sfidare la corrente e contrastare l’ondata populista. L’Europa unita si è dotata di un’assemblea elettiva che non ha uguali nel mondo, l’Europa dei burocrati è una bufala politica”. Manca ancora l’elezione diretta del Presidente della Commissione europea in questa Europa da migliorare, non da demolire, per contrastare i nuovi imperialismi e lanciarla come piattaforma naturale per la globalizzazione verso l’Africa.
Massimo Paolucci, eurodeputato di Socialisti&Democratici, ha affermato che il problema dell’Europa è un problema politico: la prima riforma da fare è affidare maggiori poteri al Parlamento europeo, per metterlo in grado di decidere. “Occorrono Bilancio comune e regole comuni bancarie, fiscali, del mercato del lavoro, perché non basta la moneta unica. Di fronte alla globalizzazione il ruolo dell’Europa rischia di diventare quello della damigella servile delle grandi potenze, che ritornano con gli stati nazionali che dall’interno (come sta avvenendo in Italia, ma non solo) indeboliscono e minano l’idea stessa di Europa”. Paolucci ha anche esortato a puntare su alcuni argomenti fondanti e dimenticati, quali l’accaparramento della terra, che non ha risorse illimitate; i cambiamenti climatici, temi sovranazionali per i quali non basta la riconversione ecologica dell’economia: “Stiamo mangiando pezzi di futuro, col debito incontrollato e il consumo illimitato di terra”.
Un buon inizio per la costruzione di un’alternativa credibile per un Paese credibile.
(c.s.)

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