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Carnevale di Manfredonia 66esima edizione al giro di boa


Carnevale di Manfredonia 66esima edizione al giro di boa

Carnevale di Manfredonia 66esima edizione al giro di boa
Luigi Starace
“Roba da Matti!”È lo slogan scelto per l'edizione del 2019 del Carnevale di Manfredonia giunto quest'anno alla 66esima edizione e tenuto in vita mai come quest'anno dalla volontà e intraprendenza dei cittadini; dal reclutamento degli studenti di ogni età e istituto alla ottima fattura (e molto sostenibile nei materiali) dei vestiti a tema, come da tradizione. A detta di occhi esperti e di buona memoria erano anni che il livello dei vestiti della Sfilata delle Meraviglie, patrocinio Unicef, non raggiungeva il pregio degli anni d'oro, quando si toccava il migliaio di studenti coinvolti. Fra gli adulti assenti i gruppi storici per motivi, anche seri, che travalicano la narrazione carnacialesca, tuttavia quelli partecipanti hanno saputo restituire a spettatori, turisti e cittadini lo spirito festoso, spensierato e ironico (satira non pervenuta). Assenti anche tutti i quattro ormai consolidati gruppi di mastri cartapestai e cosi nessun carro allegorico ha sfilato né domenica né durante la Golden Night del martedi grasso. Celebrati come ogni anno ieri sera a termine della sfilata i funerali della maschera sipontina Ze Peppe, il contadino che giunge dalla campagna a Manfredonia per festeggiare e finisce per rimanerci stecchito, complice anche una polmonite fulminate. Diventa cosi un burning man, un uomo da bruciare la sera prima delle Ceneri. Contrariamente alla maggior parte dei Carnevali italiani, quello di Manfredonia, fu Dauno, offre l'evento più turistico al sabato successivo le Ceneri, anteprima della domenica di Pentolaccia: gruppi, genitori e organizzatori sono ora ancora al lavoro per garantire uno spettacolo suggestivo per la Notte Colorata del 9 marzo. I turisti, prevalentemente dai paesi limitrofi hanno partecipato numerosi ai primi due eventi e si pensa non mancheranno per l'ultimo evento. La Notte Colorata termina per consuetudine con la trasformazione di Piazza Giovanni XXIII in una grande discoteca pubblica ad alto tasso di selfie in cui si ritrovano sfilanti e turisti insieme. Ospiti quest'anno i dj quotati negli ambienti dance internazionali e simbolo degli anni ’90 e 2000: Marvin e Prezioso. Per i meno avezzi alla musica dance per le vie del centro sono previste diverse iniziative di rievocazione storica a cornice degli eventi come quelli delle “Socie” ossia case che venivano messe a disposizione dai manfredoniani per il “ballo per casa” ossia per ballarvi dentro, mangiare qualcosa al volo e poi migrare in altre location analoghe, rigorosamente mascherati. Era un modo, quando il corteggiamento imponeva una rigida etichetta, di frequentarsi e ballare senza rigidi vincoli sul contatto fisico.

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