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Mense scolastiche: servono più controlli e più qualità per un servizio dalla parte dei bambini

Mense scolastiche: servono più controlli e più qualità per un servizio dalla parte dei bambini


Mense scolastiche: servono più controlli e più qualità per un servizio dalla parte dei bambini

Cibo è vita e salute, o anche siamo quello che mangiamo, come diceva un uomo saggio, e l'educazione alimentare si impara dall'infanzia. Eppure negli ultimi anni le scuole non sempre hanno dimostrato di essere all'altezza di questo difficile compito, tanto che molte famiglie hanno accolto con sollievo la recente decisione del Consiglio di Stato che autorizza il pasto preparato a casa. Ma la preparazione del pasto a casa è davvero una soluzione ad un problema che riguarda il bene comune?
Al di là della libertà di ogni famiglia di educare il palato dei propri figli nella maniera desiderata, il vero problema è che le mense scolastiche sono state troppe volte al centro di scandali per la cattiva gestione del servizio, per cui la fiducia è drasticamente calata.

Dall'inizio dell'anno scolastico 2018-2019, i carabinieri hanno iniziato un'attività di ispezione su un campione significativo di mense dislocate su tutto il territorio nazionale. A dicembre 2018, su 224 mense ispezionate ben 81 presentavano irregolarità e 7 sono state addirittura costrette a chiudere per la grave situazione igienico-strutturale. I carabinieri sono stati costretti a erogare sanzioni per più di 500.000 euro, attuando il sequestro di 2 tonnellate di alimenti a causa della mancanza di indicazioni sulla provenienza dei prodotti, degli ambienti di conservazione ritenuti inadeguati e delle scadenze dei cibi non rispettate.

Nelle mense sono stati trovati persino animali e parassiti, tanto che il Ministro della Salute ha commentato la situazione come un “film dell'orrore”.
Sempre secondo i dati aggiornati a dicembre, sono state 14 le violazioni penali e 95 le infrazioni amministrative.
A primeggiare nella triste classifica dei casi più gravi sono state le città di Roma, Livorno, Pescara, Chieti e Brindisi. A Roma ad ottobre è stata imposta la chiusura di un plesso di due materne e una media per un'infestazione di topi. A Livorno e Pescara sono partite sanzioni per le condizioni igienico-strutturali carenti dei centri cottura.
A Chieti la denuncia è partita a causa della somministrazione di alimenti diversi da quelli stabiliti nel contratto di fornitura. E infine a Brindisi sono stati serviti panini contenenti insetti anche a causa di un panificio con farine infestate da parassiti.

Ma i dati sullo stato non brillante in cui versano le nostre mense scolastiche non si fermano all'indagine dei Nas. Secondo il XIV Rapporto su sicurezza, qualità ed accessibilità a scuola di Cittadinanza attiva, sono spesso i locali mensa a non essere adeguati o sicuri, tutto a fronte di un servizio che risulta comunque troppo caro.

Ristorazione scolastica: cosa dice la legge
Visti gli scandali di cui hanno dato notizia i giornali, il timore dei genitori appare più che giustificato. Eppure, in Italia le regole per il corretto funzionamento della refezione scolastica ci sono e sono piuttosto stringenti. La ristorazione nelle scuole è normata in base alle Linee di indirizzo nazionale del Ministero della Salute approvate in Conferenza Stato-Regioni. Tali norme sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale l'11 giugno 2010 e contengono “indicazioni per organizzare e gestire il servizio di ristorazione, per definire il capitolato d'appalto e fornire un pasto adeguato ai fabbisogni per le diverse fasce di età, educando il bambino all'acquisizione di abitudini alimentari corrette” (qui il testo integrale).
 
Secondo il documento, l'attività di vigilanza e controllo sui pasti spetta prevalentemente alla ASL, che deve:

  • sorvegliare sulle caratteristiche igienico-nutrizionali dei pasti
  • vigilare sulla conformità sulle normative vigenti
  • effettuare verifiche, ispezioni e audit
In aggiunta alla ASL devono operare anche il Comune o la scuola paritaria, con il compito di effettuare controlli sulla:
  • qualità merceologica dei cibi
  • rispetto delle porzioni
  • buona organizzazione e conduzione del servizio
Le leggi di riferimento sono diverse, e riguardano prevalentemente la sicurezza dei locali dove si prepara il pasto e del locale mensa. Devono essere a norma anche le attrezzature adibite al trasporto e alla preparazione degli alimenti, che devono mettere i cibi al sicuro dai rischi di contaminazione.
Tra i materiali più sicuri che ad oggi soddisfano i requisiti delle norme HACCP ci sono ad esempio l'HDPE (polietilene ad alta densità, e il PP (Polipropilene) che sono idonei al contatto con il cibo anche a temperature elevate (fonte). Per fortuna, non mancano aziende italiane all'avanguardia nella produzione di contenitori per alimenti conformi alle normative, così come non mancano casi di eccellenza nelle mense italiane, che fanno sperare che in futuro la qualità elevata, il controllo del rispetto delle norme e l'attenzione all'educazione alimentare dei più piccoli non siano più solo un'eccezione.



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